I bambini della Scuola Pascoli all’osservatorio Don Chiavacci di Crespano del Grappa

14 ottobre 2025

 I genitori ci hanno accompagnato fino al parcheggio dell’Osservatorio, dove man mano siamo arrivati tutti. Abbiamo salito un’irta stradina in mezzo al bosco, che conduceva all’Osservatorio. Lì ci siamo seduti fuori in attesa che arrivasse la guida, che avremmo scoperto chiamarsi Laura.

Laura però da noi si faceva chiamare ‘capitano’, “per via del viaggio dove vi devo condurre” diceva. Siamo entrati in una piccola cupola chiamata planetario, dove grazie alla realtà virtuale, il Capitano ci ha fatto vedere: stelle e costellazioni, pianeti visibili ma difficilmente riconoscibili ad occhio nudo ( come Giove e Saturno ); ci ha parlato dell’inquinamento luminoso ( problema per cui non si vedono le stelle). Infine ci ha fatto fare due incredibili viaggi: prima ci ha fatto uscire dalla nostra galassia, facendoci ammirare le miriadi di stelle e altre galassie ancora inesplorate; poi ci ha fatto entrare nella stazione spaziale internazionale, facendoci vedere la sala comandi e altre stanze e facendoci passare attraverso lunghi corridoi. Infine siamo (virtualmente) usciti dalla stazione spaziale e l’abbiamo vista dall’alto. Insomma: proprio come se fossimo stati veri astronauti!

Alle sette e mezza, dopo aver mangiato, è arrivata una guida di nome Luigi che ci ha parlato dello Specola Vaticana, che è il luogo dove ci sono i telescopi del Papa. Con Luigi abbiamo percorso un'altra irta stradina in mezzo al bosco, che ci ha portati ad una struttura di due piani. Arrivati in cima alla stradina, ci siamo seduti e, ad un certo punto, meraviglia delle meraviglie… si è aperto il tetto dell’osservatorio! Purtroppo non c’era nessuna stella però, perché il cielo era nuvoloso. Sul tetto c’erano tre grandi telescopi. Luigi ci ha spiegato che l’asse del telescopio è parallelo all’asse terrestre.

Il primo di questi tre telescopi è a lenti. In ogni telescopio di questo tipo ci sono due lenti: obiettiva e oculare. La lente obbiettiva è quella che si punta verso le stelle, mentre la lente oculare è quella che si mette davanti all’occhio. L’effetto ingrandimento si ottiene dal rapporto tra la lunghezza del telescopio e quella della lente oculare.

Il secondo telescopio è a specchi. Più precisamente, ha uno specchio concavo, cioè uno specchio con una curva all’interno: la luce entra nel tubo del telescopio, arriva in fondo dove c’è lo specchio e viene riflessa fuori in un cono di luce; lo specchio taglia il cono a 45°. A gruppi di dieci andiamo a vedere attraverso questo secondo telescopio: se si guarda nel mirino, si vede la persona che sta guardando la lente. Luigi ci ha raccontato anche una curiosità: la lente più grande del mondo è grande ben dieci metri! Ma noi abbiamo il vanto di avere quella di Asiago, di un metro e ottanta, che è la più grande d’Europa.

Il terzo telescopio è un Casse Grey che è una via di mezzo tra il primo e il secondo telescopio, ed è sempre a specchio ma è più grosso e taglia il cono di luce a metà. Il problema è che parte della luce non può entrare.

Infine Luigi ci ha spiegato che per proteggere i telescopi dalla polvere si coprono con dei teli. Poi, si è chiuso il tetto sopra di noi, siamo tornati a prendere gli zaini e abbiamo ringraziato Luigi.

Abbiamo sceso l’irta stradina in mezzo al bosco e siamo arrivati al parcheggio dove ci aspettavano i genitori.

Che serata astronomica!

Bianca Dusi - Classe quinta